vivere nel presente

Ho visto un film, a mio avviso molto bello. In cui si parla di un particolare momento presente, quel momento così prezioso in cui facciamo esperienza dell’esperienza, attimi di presenza a noi stessi, che ci arricchiscono e danno un senso. In cui entriamo in contatto, un contatto pieno con noi e l’altro da noi. In questa era liquida dove tutto scorre velocemente, è diventato ancor più difficile fare questo tipo di esperienza, una esperienza che non sia mediata inoltre da uno schermo. Il film ci ricorda con estrema delicatezza di immagini quanto sia importante un qui ed ora consapevole, cosciente. Ci ricorda che non occorrono i super poteri per vivere appieno i momenti presenti, se siamo capaci di essere presenti a noi stessi in quel momento, gustarne l’essenza, di incarnarci, appunto, nell’esperienza del momento presente. Perché quello che conta è adesso. La vita, qualunque sia, è fatta di attimi irripetibili, che non torneranno più, avere consapevolezza di quegli attimi ci permette di trasformarli ed elaborarli, ci consente di lasciare andare anche un dolore importante, perché quello che resterà è l’esperienza di aver vissuto e condiviso qualcosa di pieno e autentico. Ci consente di dare parola a quel dolore, a non lasciare tracce indelebili di ferite inconsapevoli che continueranno a chiedere voce, distogliendoci dal vivere nel presente.

Il film in “questione” è Questione di tempo, di Richard Curtis, 2013

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