chiudere il cerchio

Chiudere il cerchio. Quante volte abbiamo sentito questo modo di dire, quante volte lo abbiamo detto riferito a noi stessi? Credo che si sia perso per strada il significato più profondo di questa pratica. Sì, pratica, perché chiudere il cerchio è un’attività e non un’astrazione. Chiudere, quindi agire, mettersi nella condizione di fare qualcosa. Chiudere situazioni stagnanti che ci distolgono dal presente e ci rimandano continuamente a qualcosa di passato ma non ancora concluso. Energia sprecata che si potrebbe utilizzare nel qui ed ora per costruire qualcosa di significativo, un piccolo mattone per il futuro, o semplicemente qualcosa di appagante. Situazioni stagnanti, ma anche piccoli fastidi, se non risolti bloccano la nostra vitalità e progettualità, rendendoci insicuri e incerti, anche al di fuori della nostra consapevolezza. È difficile riconoscere i bisogni emergenti quando bisogni antichi sono ancora insoddisfatti. Quindi, “chiudere il cerchio”, non è solo un modo di dire…

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